Avvento di Racconti – 12 Dicembre – “Di aquiloni e colori”.

Anche oggi “Avvento di Racconti” è più speciale. Vi presento una selezione di due tra i testi che sono stati prodotti nel recente workshop “La cena di Pandora” che ho condotto durante lo scorso fine settimana, a firma di due giovanissimi appassionati di scrittura e letteratura, Vanna Coletta e Luigi Palma. L’immagine che accompagna questo post è di Pasquale D’Attoma @pasdatt (seguitelo su Instagram!)

Buona lettura!

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L’aquilone

Vanna Coletta

Sono una piuma. Un giorno intingerò la mia estremità di un colore e scriverò nell’aria. Dondolerò come un aquilone, costruito, un tempo, dalle mie dolenti mani con una carta di un uovo di Pasqua, che dentro celava solo il profumo di mille fiori. Leggera, riderò e riderò e mi sentirò ancora più leggera, come quando, da piccola, mio padre mi lanciava in alto per poi riprendermi. Libera dalla mia armatura.

Vanna Coletta, 27 anni. Parrucchiera. Ballo, scrivo e cammino nel tempo libero.

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Autobiografia (tassello N°1)

Luigi Palma

La mia famiglia possedeva dei terreni tra le assolate campagne di Montecarretto. È lì che sono nato, è lì che ho preso coscienza di me ed a quel luogo sono legate le prime fotografie stampate in mente del mio passato.

C’era l’orto, la vigna, più in là dei ciliegi, molti ulivi ed un fico secolare su cui mi arrampicavo ogni qual volta che la mia mamma, arrabbiata, mi rincorreva con la ciabatta in mano. Fu proprio da lì sopra, dando il cinque alle foglie di fico, che cominciai a disegnare.

Utilizzavo dei pastelli, una confezione da ventiquattro colori.

Quanto la amavo …

E quanto la curavo …

Temperavo tutte le ventiquattro punte almeno una volta al dì.

Nei miei ritratti del paesaggio trovavo il modo d’inserire ciascun colore, per poter ricreare tutte quelle sfumature che la natura era in grado di dare alle sue creazioni.

Adoravo mischiare tra loro i colori per dar vita a nuove tonalità.

Pensavo che ventiquattro pastelli fossero troppo pochi, per poter essere fedeli a tutte le sfaccettature luminose che il sole regalava, spalmandosi sul panorama.

Forse … non sarebbe bastata nemmeno la confezione da quarantotto.

Un giorno decisi di portarmi sul fico non il kit di colori, ma una biro, nera. Decisi di fare un ritratto del paesaggio, con le parole.

Dopo aver riletto quanto scritto m’accorsi della tremenda sottigliezza con cui riuscivo a disegnare i miei paesaggi. Le parole erano più di ventiquattro. Erano tante, tantissime, non riuscivo nemmeno a numerarle. Forse erano anche più del numero fino a cui sapevo contare, allora.

Capii che quella biro mi sarebbe potuta tornar utile in futuro … molto più dei miei pastelli.

 

Luigi Palma è nato nel 1996 a Conversano (BA). Ha pubblicato, nel 2010 una silloge dal titolo Stelle Lucenti e dal 2015 rientra nell’antologia Parole in fuga – Poeti del nuovo millennio a confronto.  Da qualche anno si sta cimentando anche nella prosa, elaborando racconti, monologhi e sceneggiati teatrali. Ed ha anche recentemente scoperto d’essere un amante della musica, in tutte le sue sonorità, da quelle classiche di un pianoforte a quelle progressive di un sintetizzatore.

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